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L’enigma Rosmini

Appunti d’archivio per la storia dei tre processi (1949, -1850-1854, 1876-1887)

Il volume L’enigma Rosmini, pubblicato per la prima volta nel 1988, è frutto di uno studio commissionato a Fabro, intorno al 1970, dal Papa Paolo VI.
Il risultato del suo lavoro, come afferma lo stesso Autore, fu esaminato da una commissione competente ed approvato senza riserve, al punto da suscitare, nel diretto responsabile della Commissione, affermazioni quali: «Questa è l’ultima parola sul Processo Rosmini». Lo stesso Clemente Riva, appartenente all’ordine dei padri rosminiani, autore di diversi volumi sul Roveretano e curatore di alcune delle sue opere, anch’egli membro della Commissione, il 2 giugno del 1974, dichiarava: «Il voto di p. Fabro costituisce un lavoro veramente esemplare. È una fonte di notizie e di documentazione notevole, capace di dare il quadro della situazione. Bisogna anche riconoscere che egli riesce ad andare al nocciolo della questione rosminiana: il pensiero rosminiano si inserisce nel vivo dei problemi suscitati dal pensiero moderno».
Più tardi, nella seconda metà degli anni ’80, di fronte al crescente consenso per le teorie rosminiane, avendo ricevuto espresse sollecitazioni da parte di eminenti personalità per rendere noto il suo lavoro, Fabro si decise a pubblicarlo. (Cfr. pp. 5-9 del presente volume). Superate le non poche difficoltà per la pubblicazione – dovute soprattutto al rifiuto di diverse case editrici – l’uscita del volume nella collana «La Crisalide» (Edizioni Scientifiche Italiane) grazie al prof. Danilo Castellano, provocò numerose reazioni.
Riteniamo doveroso chiarire che la stima di Fabro per Rosmini come uomo religioso è innegabile, ed emerge dalle sue numerose dichiarazioni riscontrabili su articoli e recensioni. Egli si trova in profondo accordo con i primi successori del Rosmini, che distinguevano chiaramente fra le qualità morali del Fondatore e gli errori presenti nelle sue opere, denunciati dalla Chiesa attraverso la condanna delle 40 proposizioni.
La presa di distanza del Nostro dal pensiero del Rosmini è da vedersi nel tentativo del Roveretano di conciliare il pensiero moderno con la dottrina cattolica, impresa ritenuta da Fabro non solo impossibile – a causa dell’intrinseco ateismo del principio d’immanenza – ma estremamente dannosa, come ampiamente dimostrato con la sua vasta produzione intellettuale costata anni di impegno e sacrificio.

P. Gianluca Trombini, IVE
1 giugno 2019